1921

Nasce a Napoli il 27 febbraio. Secondogenito di Felice, barone di Faivano, e di Zenobia Priante, detta Bina; la sorella, Wanda, è nata un anno prima. Nella città partenopea, trascorre la prima parte della giovinezza, avendo modo di formarsi una solida cultura umanistica e di tessere alcune importanti amicizie che coltiverà nel corso di tutta la vita (Raffaele La Capria , Tommaso Giglio, Franco Rosi, Giorgio Napolitano, Antonio Ghirelli e Maurizio Barendson).


1940

Iscritto, suo malgrado, ai Guf (Gruppi universitari fascisti), si unisce ad alcuni studenti che amano definirsi «afascisti». Con loro scrive articoli e poesie ostili al conformismo del regime, destinati all'organo ufficiale del Gruppo, il rotocalco «9 maggio». Il servizio militare a Verona lo allontana temporaneamente da Napoli.


1943

Dopo l'ingresso degli Alleati a Napoli, comincia a lavorare alla radio anglo-americana, collaborando per la sezione prosa.


1944

Si trasferisce a Roma dove lavora alla Eiar, la radio di Stato, occupandosi di teatro e tendendo l'occhio ai nuovi poeti americani. Nella capitale frequenta l'ambiente dello spettacolo: fra le grandi amicizie che nascono in questo periodo, un posto particolare spetta a Luchino Visconti. Ma sono da ricordare anche Giorgio De Lullo, Mario Ferrero, Rossella Falk, Nora Ricci, Bice Valori, Nino Manfredi, Tino Buazzelli, Marina Bonfigli, Paolo Panelli, Giancarlo Sbragia e soprattutto Romolo Valli, che sarà fra i suoi amici più cari.

 

1945

Scrive, con Antonio Ghirelli, Franco Rosi e con i versi di Raffaele La Capria , «Un giorno è finito», una scena per la radio.

 


1950

Compone per la radio «Il mio cuore è nel Sud», ballata in versi e prosa con musiche di Bruno Maderna che gli vale il «Microfono d'argento» per il miglior radiodramma dell'anno.


1952/1953

Partecipa come sceneggiatore alla realizzazione dei film di Domenico Paolella «Canzoni di mezzo secolo» e «Canzoni, canzoni, canzoni».


1955

Pubblica per Vallecchi i suoi primi racconti: «Ragazzo di Trastevere», «D'estate con la barca» e «Un ospite di passaggio».


1958

Scrive la sua prima commedia teatrale, «D'amore si muore», che debutta in teatro il 25 giugno al Festival Internazionale della prosa di Venezia con la regia di Giorgio De Lullo per la Compagnia De Lullo-Guarnieri-Valli-Albani.

Nello stesso anno, va in scena anche «Lina e il cavaliere», scritta con Franca Valeri, Vittorio Caprioli ed Enrico Medioli, con musiche di Fiorenzo Carpi.


1959

Per Franco Rosi lavora (in collaborazione con Suso Cecchi D'Amico) al dialogo del film «I magliari».

Per il teatro scrive «Anima nera», sua seconda commedia, messa in scena nella stagione 1959-'60 dalla Compagnia dei Giovani, ancora per la regia di De Lullo.


1960

Scrive con Enrico Medioli il dialogo del film di Alberto Lattuada «Lettere di una novizia».


1961

Collabora sempre con Enrico Medioli alla sceneggiatura de «La ragazza con la valigia» di Valerio Zurlini.


1962

Scrive e dirige la sua prima opera cinematografica «Il mare» con Umberto Orsini, Françoise Prevost, Dino Mele. Il film è proiettato per due anni di seguito al cinema Academy di Londra.

Roberto Rossellini dirige il film «Anima nera» con Vittorio Gassman.


1963

Scrive «In memoria di una signora amica» che Franco Rosi porta in palcoscenico con Lilla Brignone e Pupella Maggio.

Con Vittorio Caprioli scrive la «Manina di Fatma», primo episodio del film «I cuori infranti».


1965

Per la compagnia Albertazzi-Proclemer, debutta come regista teatrale con «La governante» di Vitaliano Brancati.


1966

Firma la regia di «Luv» dell'americano Murray Schisgal con Walter Chiari, Franca Valeri e Gianrico Tedeschi.

Lo Stabile di Roma lo chiama a dirigere «Vestire gli ignudi» di Luigi Pirandello con Adriana Asti e Gabriele Ferzetti, scenografo Ferdinando Scarfiotti.

Scrive «Metti, una sera a cena».


1967

Per lo Stabile di Roma firma la regia di «Napoli notte e giorno», due atti unici di Raffaele Viviani («Via Toledo di notte» e «La musica dei ciechi»), con Mariano Rigillo, Pupella Maggio, Franco Sportelli, Angela Luce e Franco Acampora.

Con Cesare Zavattini scrive la sceneggiatura di «La strega bruciata viva» per la regia di Luchino Visconti, quinto episodio del film «Le streghe».

Collabora con Tonino Guerra, Raffaele La Capria e Francesco Rosi alla sceneggiatura del film «C'era una volta…», regia Francesco Rosi, con Sophia Loren e Omar Sharif.

Giorgio De Lullo allestisce e porta al successo «Metti, una sera a cena», rappresentata per due anni consecutivi da Romolo Valli, Rossella Falk, Elsa Albani, Carlo Giuffré e Umberto Orsini (sostituito nella stagione successiva da Adalberto Maria Merli). Le scene e i costumi sono di Pier Luigi Pizzi.


1969

Allestisce la «Bottega del caffè» di Goldoni con Mariano Rigillo, Paolo Panelli, Bice Valori e Duilio Del Prete.

Dirige la versione cinematografica di «Metti, una sera a cena» con Florinda Bolkan, Tony Musante, Jean-Louis Trintignant, Lino Capolicchio, Annie Girardot.

Per il teatro prepara «Victor, o i bambini al potere» di Roger Vitrac, scene e costumi di Ferdinando Scarfiotti con De Lullo-Falk-Valli-Albani e con la partecipazione di Giulia Lazzarini.


1970

Riceve il «Premio Napoli» per la sua attività di commediografo e regista.


1971

Dirige il film «Addio, fratello crudele» (dal dramma elisabettiano «Peccato che sia una sgualdrina» di John Ford), con Charlotte Rampling e Fabio Testi, art director Mario Ceroli, costumi Gabriella Pescucci.


1972

Carlo Carunchio firma la regia del film «D'amore si muore», nel cast Silvana Mangano, Lino Capolicchio, Milva e Adriana Asti.

Al Festival dei Due Mondi debutta come regista musicale con l'opera di Kurt Weill su testi di Bertolt Brecht «Ascesa e rovina della città di Mahagonny», scene di Ferdinando Scarfiotti e Claudio Cintoli, costumi di Gabriella Pescucci.


1974

Dirige Elizabeth Taylor in «Identikit». Tra gli altri interpreti, l'artista Andy Warhol.

Per il teatro scrive e allestisce «Persone naturali e strafottenti» con Pupella Maggio e Mariano Rigillo.


1975

Termina e pubblica il suo primo romanzo «Scende giù per Toledo», iniziato nel 1960.

Mette in scena «Napoli chi resta e chi parte», seconda fortunata serie di atti unici di Raffaele Viviani («Caffè di notte e di giorno» e «Scalo marittimo») con Massimo Ranieri, Mariano Rigillo, Antonio Casagrande, Angela Luce e Leopoldo Mastelloni.


1976

Firma la regia cinematografica di «Divina creatura» tratto dal romanzo di Luciano Zuccoli con Laura Antonelli, Terence Stamp, Michele Placido e Marcello Mastroianni.

Per la Scala di Milano mette in scena «Così fan tutte» di Mozart, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi.


1977

Con le scenografie di Mario Ceroli allestisce «Confessione scandalosa» di Ruth Wolff con Edmonda Aldini e Duilio Del Prete.

Con Garzanti pubblica «Gli occhi giovani», un volume di racconti scritti tra il 1948 e il 1953.


1978

Per il Teatro Eliseo firma la regia degli spettacoli: «Il valzer dei cani» di Leonid Andreev, con Romolo Valli e Massimo Ranieri; e «Le femmine puntigliose» di Carlo Goldoni con Lina Sastri e Mariano Rigillo.


1978-1981

Su invito di Romolo Valli e Giorgio De Lullo, è direttore artistico del Piccolo Eliseo e della Compagnia del Piccolo Eliseo. Durante questo periodo allestisce «Lontano dalla città» di Jean-Paul Wenzel, con Pupella Maggio e Paolo Stoppa; «O di uno o di nessuno» di Luigi Pirandello, con Pino Colizzi, Franco Acampora e Lina Sastri; «KesslerKabarett», spettacolo musicale con Alice ed Ellen Kessler; «A porte chiuse» di Jean-Paul Sartre, con Daria Nicolodi, Paola Bacci, Remo Girone e Franco Acampora; «Il bell'indifferente» di Jean Cocteau, con Franca Valeri e Remo Girone; «Oreste» di Vittorio Alfieri, con Edmonda Aldini, Remo Girone; e «Notti americane», due atti unici («Birdbath» di Leonard Melfi e «Line» di Israel Horowitz), con Daria Nicolodi, Remo Girone e le Sorelle Bandiera.

Scrive per l'amico Romolo Valli «Prima del silenzio» che debutta il 28 dicembre 1979 al Teatro Eliseo con la regia di Giorgio De Lullo. Le recite sono interrotte per la tragica morte di Valli, avvenuta il 1° febbraio 1980. La commedia riceve il «Premio dei Critici Italiani 1980», il «Premio IDI Saint-Vincent», il «Premio Scanno». Il 7 maggio 1980 l'autore riceve il prestigioso «Premio Armando Curcio per il teatro».


1981

Firma la regia de «L'avaro» di Molière con Paolo Stoppa. Va in scena la ripresa di «Anima nera», ancora per la regia di De Lullo.

Pubblica il libello (in 1000 esemplari numerati) «Dizionario Visionario», una raccolta di vocaboli ad uso e consumo dei bohémien, illustrati dai disegni di Bonizza.


1982

Allestisce «Tradimenti» di Harold Pinter, con Ilaria Occhini, Sergio Fantoni e Duilio Del Prete.

Scrive e dirige «Gli amanti dei miei amanti sono miei amanti», con Adriana Asti.


1983

Mette in scena per la prima volta «Sei personaggi in cerca d'autore» di Luigi Pirandello, con Giulio Bosetti, Lina Sastri (sostituita poi da Laura Marinoni, giovanissima debuttante con alle spalle appena due anni d'Accademia), Massimo De Francovich e Marina Bonfigli.

Scrive e rappresenta «Cammuriata. Canti di malavita», con Leopoldo Mastelloni.

Affida ad Aldo Terlizzi una nuova edizione di «Metti, una sera a cena» con Michele Placido, Fabrizio Bentivoglio, Florinda Bolkan, Remo Girone e Fiorenza Marchegiani.

Il 9 marzo riceve il «Premio Associazione via Condotti di Roma».

Il racconto «D'estate con la barca» viene inserito nei «Meridiani» di Mondadori da Enzo Siciliano che cura l'«Antologia dei racconti italiani del ‘900».


1984

Firma la regia di «Assassinio nella cattedrale» di T. S. Eliot con Giulio Borsetti e le scene di Mario Ceroli.


1985

A cinema dirige Laura Antonelli, Tony Musante e Florinda Bolkan nel film « La Gabbia ».

In teatro mette in scena «Zio Vania» di Anton Cechov con Luigi Pistilli, Florinda Bolkan, Laura Marinoni, Giovanni Crippa e Massimo De Francovich.

All'Arena di Verona allestisce «Il trovatore» di Giuseppe Verdi, con l'impianto scenico di Mario Ceroli.

Aldo Terlizzi ripropone una nuova messa in scena di «D'amore si muore» con Florinda Bolkan, Fabrizio Bentivoglio e Massimo Wertmuller.


1986

Comincia con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia una collaborazione che porterà alla rappresentazione dell'intera trilogia pirandelliana del «Teatro nel teatro» con una compagnia di oltre 30 attori i cui cardini sono Mariano Rigillo, Laura Marinoni e Giovanni Crippa. Le scene sono affidate ad Aldo Terlizzi e i costumi a Gabriella Pescucci.


1987

In gennaio, per la trilogia, debutta «Questa sera si recita a soggetto» con la partecipazione di Leopoldo Mastelloni e Paola Bacci.

Mette in scena «La locandiera» di Goldoni, con Adriana Asti e Lino Capolicchio.

Pubblica il romanzo «La morte della bellezza».


1988

Secondo appuntamento pirandelliano con «Sei personaggi in cerca d'autore», spettacolo in cui si aggiungono Vittorio Caprioli (che sostituisce Mastelloni in «Questa sera…»), Ilaria Occhini (al posto di Paola Bacci in «Questa sera…») e Caterina Boratto.

Per Canale 5 cura la riduzione televisiva e la regia de «La romana» dal romanzo di Alberto Moravia, con Francesca Dellera, Gina Lollobrigida, Tony Lo Bianco e Pierre Cosso.


1989

Ultima tappa pirandelliana con «Ciascuno a suo modo». L'intera trilogia viene rappresentata in tre memorabili serate prima a Roma al Teatro Argentina, poi a Trieste al Teatro Rossini, con la compagnia Mariano Rigillo, Laura Marinoni, Giovanni Crippa, Ilaria Occhini, Vittorio Caprioli, Caterina Boratto, Danilo Nigrelli, Kaspar Capparoni, Marcello Donati, Totò Onnis, Laura Visconti e altri.

Taormina Arte gli attribuisce il «Premio Eduardo» per aver portato sulle scene in maniera esemplare l'intera trilogia del «Teatro nel teatro» di Luigi Pirandello.

Per non disperdere l'affiatata compagnia della trilogia propone al festival della Versiliana «Le false confidenze» di Marivaux (di cui cura personalmente la traduzione).

Su invito dell'Eliseo dirige anche «La dolce ala della giovinezza» di Tennessee Williams, con Rossella Falk e Lino Capolicchio. Le scene sono sempre di Aldo Terlizzi.


1990

Fonda e dirige la Compagnia di prosa del Teatro Giulio Cesare di Roma con Franca Valeri, Mariano Rigillo, Laura Marinoni, Giovanni Crippa e molti altri elementi del gruppo della trilogia, dando vita a «Fior di pisello» di Edouard Bourdet.


1991

Il 15 gennaio debutta la ripresa di «Prima del silenzio» con regia, scene e costumi di Aldo Terlizzi e l'interpretazione di Mariano Rigillo e Giulio Scarpati.

Quindi dirige «Una volta nella vita» di Moss Hart e George Kaufman, con Marinoni-Crippa-Nigrelli-Capparoni-Donati-Onnis e la partecipazione di Franca Valeri.

Su incarico del Teatro Stabile dell'Umbria, mette in scena «La moglie saggia» di Carlo Goldoni con Annamaria Guarnieri, Ilaria Occhini, Luciano Virgilio e Giovanni Crippa.


1992

Su richiesta di Valeria Moriconi torna a Pirandello con «Trovarsi», nel cast anche Anita Bartolucci e Kaspar Capparoni.

Pubblica il romanzo «Del metallo e della carne».

La sera dell'11 luglio viene trasmesso in mondovisione l'evento televisivo «Tosca, nei luoghi e nei tempi», con Placido Domingo, Catherine Malfitano e Ruggero Raimondi; direttore d'orchestra Zubin Metha, fotografia di Vittorio Storaro e art director Aldo Terlizzi. L'impresa merita cinque candidature a Hollywood per il più ambito riconoscimento della tv americana, e la sua regia vince il premio «Emmy Award».

Dirige, inoltre, «Margherita Gautier, la signora dalle camelie», di cui cura la riduzione teatrale dal romanzo di Alexandre Dumas figlio, spettacolo interpretato da Lina Sastri e dal debuttante Luigi Lo Cascio.


1993

Intraprende la realizzazione di un progetto dedicato a Eduardo De Filippo che conduce all'allestimento di «Napoli milionaria!» con Carlo Giuffré, Isa Danieli e Antonella Morea.

Mette in scena «Un marito» di Italo Svevo con Umberto Orsini.


1994

Per il progetto Eduardo firma la regia di «Sabato, domenica e lunedì» con Isa Danieli Antonio Casagrande, Leopoldo Ma stelloni e Antonella Morea.


1995

Traduce e allestisce «Romeo e Giulietta» di Shakespeare, con Kaspar Capparoni (Romeo), Laura Nardi, (Giulietta), Max Malatesta (Mercuzio), Luigi Lo Cascio (Benvolio) e Carlo Caprioli (Tebaldo).

Propone un nuovo allestimento di «Questa sera si recita a soggetto» di Luigi Pirandello con Alida Valli, Sebastiano Lo Monaco, Giustino Durano e Danilo Nigrelli.

Al Teatro Eliseo di Roma, Rossella Falk dirige e interpreta una nuova edizione di «Anima nera».


1996

L'Accademia nazionale d'Arte drammatica di Roma gli conferisce il premio «Silvio D'Amico» per avere spesso chiamato i giovani diplomati a lavorare con lui.

Per il centenario di «Bohème» allestisce una nuova edizione dell'opera di Puccini al Teatro Regio di Torino con Luciano Pavarotti e Mirella Freni, scene e costumi di Aldo Terlizzi.

Chiama al debutto teatrale Valeria Marini per la quale mette in scena «Nata ieri» di Garson Kanin (di cui cura anche la regia televisiva). Tra gli altri interpreti Duilio Del Prete, Stefano Santospago e Kaspar Capparoni.


1997

Alla «Versiliana» presenta un nuovo allestimento (il terzo in poco più di 10 anni) dei «Sei personaggi…» pirandelliani con Sebastiano Lo Monaco (il Padre), Kaspar Capparoni (il Capocomico) e Mariangela D'Abbraccio ( la Figliastra ).


1998

Il 18 marzo debutta «Hollywood. Ritratto di un divo», commedia musicale di Guido Morra con musiche di Gianni Togni interpretata da Massimo Ranieri, scene e costumi di Aldo Terlizzi.

Tra novembre e dicembre comincia le prove de «Il vizietto», tratto dalla famosa commedia «La cage aux folles» di Jean Poiret, con una coppia d'attori d'eccezione, Paolo Villaggio e Johnny Dorelli.

Scrive la sceneggiatura del film di Giuseppe Ferlito «Femmina» con Monica Guerritore.


1999

Ancora alla «Versiliana» presenta «Cyrano de Bergerac» interpretata da Sebastiano Lo Monaco e Marina Biondi.

A novembre, per il festival di Benevento, propone la sua ultima opera scritta per il teatro «Una tragedia reale». Nel cast, accanto a Leopoldo Mastelloni nei panni di una grottesca regina Elisabetta, Sandra Milo (Margaret), Kaspar Capparoni e Antonella Morea.


2000

Su invito del produttore Andrea Andermann ripete la colossale impresa di trasmettere in diretta, per oltre cento paesi collegati, un'opera lirica: «La traviata» di Verdi viene proposta da Parigi il tra il 3 il 4 giugno 2000. Nel cast Eteri Gvazava, José Cura, Rolando Panerai. L'apparato tecnico è lo stesso di «Tosca».

Lo spettacolo televisivo si avvale di prestigiosi riconoscimenti internazionali: il premio «Emmy Award» come miglior film e migliore regia televisiva; il «Prix Italia 2001»; e il «Nombre d'Or 2001».

Per il teatro mette in scena il musical sul pugile francese Marcel Cerdan «Il grande campione» su testi di Guido Morra e musiche di Maurizio Fabrizio.


2001

Il festival cinematografico di Lodi per «nuovi autori e un grande maestro» gli dedica la terza edizione, presentando tutti i film che ha diretto e quelli realizzati dalle sue opere teatrali da altri cineasti.

Pubblica «Allium», ultimo romanzo.

A dicembre ripropone al Piccolo Eliseo «Persone naturali e strafottenti» con Lino Capolicchio, Angela Pagano e Lorenzo Lavia.


2002

A 81 anni compiuti gli viene affidata la direzione artistica del Teatro Eliseo per le tre stagioni successive.

Il 19 settembre riceve, in occasione dell'apertura della stagione del Teatro Eliseo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Comune di Roma gli consegnano un riconoscimento alla carriera e un premio al valore artistico.


2003

Per la prima volta dirige in teatro «Metti, una sera a cena» con Stefano Santospago, Elena Sofia Ricci, Kaspar Capparoni e Monica Scattini. Scene e costumi sono di Aldo Terlizzi. Alla prima assiste il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la signora Franca.

Mette in scena «Uno sguardo dal ponte» di Arthur Miller, con Sebastiano Lo Monaco, Marina Biondi e Alfonso Liguori.


2004

Allestisce «Il giuocatore» di Carlo Goldoni, con Franca Valeri e Urbano Barberini.

Per la lirica ripropone al Teatro Regio di Torino «Bohème» di Puccini, con Angela Gheorghiu e Roberto Alagna.

2005

In settembre comincia le prove di «Improvvisamente l'estate scorsa» di Tennessee Williams, con Rossella Falk e Laura Marinoni, ma dopo appena due giorni, per un malore, deve lasciare la direzione ad Aldo Terlizzi e a Fabio Battistini, che costruiscono la regia sulle sue indicazioni.

 

L'aggravarsi della malattia non gli consente di ritirare il «Premio Napoli» alla carriera.

La mattina del 15 dicembre muore nella sua casa romana di via Margutta.